L'allarme degli autoriparatori: la tariffa ministeriale della revisione verso gli 89 euro

A quattro anni dall'ultimo e modesto ritocco tariffario risalente al novembre 2021 (che aveva incrementato la tariffa base di 9,95 euro portando la spesa complessiva da 66,88 euro a 79,02 euro), le principali federazioni di categoria dei centri di controllo privati – tra cui CNA Autoriparazione, Confartigianato Motori e Anara Confapi – tornano a sollecitare con urgenza il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per un nuovo e consistente adeguamento delle tariffe per la revisione periodica ministeriale degli autoveicoli e motoveicoli. Il dossier economico depositato sui tavoli istituzionali evidenzia una situazione di forte sofferenza economica per gli oltre novemila centri di revisione autorizzati operanti in Italia: l'impennata dell'inflazione cumulata, l'esplosione delle bollette energetiche per l'alimentazione dei ponti e dei banchi a rulli e, soprattutto, gli onerosi investimenti imposti dall'aggiornamento dei software di protocollo MCTC-Net2 rischiano di mandare in crisi l'intero comparto. Se la richiesta troverà accoglimento nella prossima legge di bilancio per il 2027, la spesa finale a carico degli automobilisti salirà a una cifra compresa tra 88,50 e 89,20 euro a collaudo.

La questione è tanto delicata quanto impattante: ogni anno in Italia vengono sottoposti a revisione periodica oltre quattordici milioni di autoveicoli. Un rincaro di quasi 10 euro a vettura comporterebbe un prelievo supplementare stimato in oltre 140 milioni di euro dalle tasche delle famiglie e delle imprese, alimentando un vivace dibattito tra associazioni dei consumatori e rappresentanti di settore.

Come si compone la tariffa attuale da 79,02 euro e dove vanno i soldi

Per comprendere l'origine della richiesta di revisione dei prezzi occorre analizzare la composizione millimetrica della tariffa attualmente pagata dagli automobilisti presso le officine private accreditate:

  • Tariffa pura per il centro di controllo autorizzato: ammonta a 54,95 euro, su cui gravano tutti i costi di manodopera dell'ispettore abilitato (che impiega almeno 25-30 minuti per vettura), manutenzione e taratura metrologica annuale delle linee di collaudo;
  • IVA al 22%: pari a 12,09 euro, incassata dal centro ma riversata integralmente all'Erario;
  • Diritti di Motorizzazione Civile: pari a 10,20 euro, che finiscono direttamente nelle casse dello Stato per il rilascio dell'etichetta tagliando adesiva;
  • Commissione telematica PagoPA: pari a circa 1,78 euro per la gestione della transazione digitale bancaria del bollettino ministeriale.
Eseguire la revisione direttamente presso gli uffici provinciali della Motorizzazione Civile costa formalmente meno (45,00 euro netti), ma le liste d'attesa bibliche – che nelle grandi aree metropolitane come Roma, Milano o Napoli superano frequentemente i sei o nove mesi – rendono il ricorso ai centri privati una scelta praticamente obbligata per non incorrere nella scadenza dei termini di legge.

I nuovi controlli obbligatori: il cavo OBD Scan e la lettura dei consumi OBFCM

L'aumento tariffario richiesto è motivato anche dall'incessante inasprimento dei protocolli tecnici di controllo imposti dalle direttive europee. Dal 2024 è entrata pienamente a regime la procedura Scantool OBD obbligatoria: durante la seduta di revisione, l'ispettore non si limita più a inserire la sonda nei terminali di scarico per misurare il monossido di carbonio o l'opacità dei fumi diesel:

  1. Interrogazione della centralina motore via presa diagnosi OBD: il computer del centro interroga i registri interni della vettura per verificare che la spia avaria motore (MIL) non sia stata manomessa, che non vi siano codici di errore attivi sull'impianto di iniezione e che i filtri antiparticolato (FAP/DPF) o i sistemi SCR con AdBlue non siano stati bypassati o rimossi abusivamente;
  2. Lettura telematica dei consumi reali OBFCM: per tutti i veicoli immatricolati dal 2021 in avanti, il sistema estrae i dati storici di consumo di carburante ed energia registrati dal dispositivo OBFCM di bordo e li trasmette all'Agenzia Europea dell'Ambiente, per monitorare il reale divario tra emissioni omologate e reali;
  3. Verifica del numero di telaio elettronico (VIN): il software confronta il numero di telaio memorizzato nelle memorie EEPROM delle centraline con quello stampato sulla targhetta metallica del telaio, sventando tentativi di riciclaggio e clonazione di veicoli rubati.
Se la centralina restituisce errori gravi o anomalie di comunicazione, la revisione viene automaticamente respinta con esito 'Ripetere' (obbligo di riparazione entro 30 giorni) o 'Sospeso dalla circolazione'.

Cosa prevede il Codice della Strada: l'articolo 80 e le pesanti sanzioni

Dimenticare la scadenza della revisione (fissata dopo quattro anni dalla prima immatricolazione entro il mese di rilascio della carta di circolazione, e successivamente ogni due anni) comporta conseguenze sanzionatorie durissime regolate dall'articolo 80 del Codice della Strada:

  • Multa pecuniaria ordinaria (art. 80, comma 14): chi circola con un veicolo non revisionato è punito con una sanzione amministrativa che va da 173 a 694 euro, con annotazione sul Documento Unico di Circolazione della sospensione dalla circolazione fino a collaudo effettuato (consentita solo la marcia per recarsi in officina il giorno dell'appuntamento);
  • Recidiva o più scadenze omesse: se la revisione è stata omessa per più di un biennio, la sanzione pecuniaria raddoppia, spaziando da 346 a 1.388 euro;
  • Circolazione su autostrade e raccordi (art. 176 CdS): se l'infrazione viene rilevata sulle reti autostradali, scatta immediatamente la sanzione accessoria del fermo amministrativo del mezzo per 90 giorni, accompagnata dal sequestro del veicolo in caso di reiterazione;
  • La rivalsa totale dell'assicurazione: in caso di incidente stradale grave con colpa, la quasi totalità delle compagnie assicurative esercita il diritto di rivalsa integrale sui risarcimenti liquidati se il mezzo era privo di revisione valida al momento dell'impatto, rivalendosi sull'intero patrimonio dell'assicurato, come analizzato nel nostro speciale sulla riforma del Codice della Strada e sanzioni amministrative.

I controlli preliminari fai-da-te per non essere bocciati alla revisione

Per evitare di dover pagare due volte la tariffa in caso di bocciatura, ogni automobilista dovrebbe eseguire un rapido check-up prima di presentarsi al centro di collaudo:

  • Stato degli pneumatici: verificare che il battistrada non sia inferiore al limite legale di 1,6 millimetri e che non siano presenti tagli o ernie sulle spalle;
  • Impianto di illuminazione: verificare il funzionamento di tutte le lampadine, comprese le luci targa, i retronebbia e la luce di retromarcia;
  • Integrità dei cristalli: scheggiature o crepe a ragnatela sul parabrezza all'interno del raggio di spazzata dei tergicristalli determinano l'immediata non conformità;
  • Livello dei fluidi e perdite: verificare che non vi siano trafilaggi gocciolanti d'olio o refrigerante sul sottoscocca, seguendo i suggerimenti illustrati nella nostra guida sui controlli preliminari sui liquidi e sicurezza prima del collaudo.

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